Vocktail, Il Bicchiere In Grado Di Ingannare I Nostri Sensi

Creato dall’Università nazionale di Singapore, Vocktail è l’ultima frontiera della tecnologia in grado di alterare gusto, odore e colore di un drink ingannando il nostro cervello.

Da oggi è possibile bere un mojito anche se si è sprovvisti di tutti gli ingredienti, rum, menta, lime e zucchero di canna. Come? Grazie a Vocktail, l’ultima strabiliante tecnologia che riesce a trasformare un semplice bicchiere d’acqua in invitanti cocktail, ingannando di fatto i sensi del nostro corpo. Si tratta di un bicchiere al top dell’avanguardia realizzato per riprodurre virtualmente sapore, odore e colore della bevanda preferita, che inganna in tutto e per tutto il nostro cervello.
Nato nel 2013, Vocktail è un progetto sviluppato dall’Università nazionale di Singapore insieme al Digital Lollipop, che ha aiutato il team di ricerca nell’intento di simulare tipi di aromi di base, sfruttando semplici segnali elettrici e termici da inviare alla lingua.
Come funziona Vocktail
Attraverso due appositi elettrodi d’argento posti sul bordo del bicchiere vengono inviati segnali elettrici, che vengono accuratamente monitorati, alla punta della lingua per riuscire a simulare il tipo diverso di aroma, salato, acido o amaro che sia. È presente, poi, un LED sul fondo del bicchiere che illumina il liquido del colore esatto per andare ad influenzare la percezione finale del gusto. Mentre per ovviare all’odore, Vocktail utilizza delle speciali cartucce che simulano il profumo del drink e vengono rilasciate sul bordo del bicchiere una volta che viene sorseggiata la bevanda. Questo sistema viene alimentato da piccole pompe d’aria posizionate alla base del bicchiere. Grazie a questo escamotage è possibile simulare tutta una serie di bevande che possono essere modificate a seconda dei propri gusti personali grazie ad un’applicazione da scaricare sul proprio smartphone.
La ricerca non finisce qui
Dopo aver vinto la sfida con i cocktail, il prossimo obiettivo è quello di esportare questa nuova tecnologia nel mondo dei cibi, magari per facilitare la dieta continuando a mangiare dolci che in realtà non contengono zucchero. Secondo Nimesha Ranasinghe, uno dei ricercatori impegnati nella ricerca: “Utilizzando questa tecnologia, il sale può essere consumato in modo virtuale, senza problemi per la salute. Allo stesso modo, per i pazienti diabetici, il consumo di zucchero può essere ridotto drasticamente senza perdita del piacere sensoriale, ma potrebbe anche migliorare la qualità della vita per i pazienti in chemioterapia, che hanno il senso del gusto ridotto”.